venerdì 3 giugno 2016

In Italia aumenta l'e-commerce

Per le imprese italiane è sempre più l’ora di puntare sull’e-commerce
 
Tempi d’oro per l’e-Commerce italiano che continua a crescere con tassi a doppia cifra: le previsioni per l’anno in corso dicono che il valore complessivo degli acquisti online raggiungerà quota 19,3 miliardi di euro, segnando un incremento di oltre 2,7 miliardi di euro sul 2015, pari al 17 per cento.
A fare da traino si confermano ancora una volta Abbigliamento (+25%), Informatica ed Elettronica (+22%), Editoria (+16%) e Turismo (+11%). Andamento molto positivo per i settori emergenti legati al Made in Italy: in particolare Arredamento&Home living (+39% per un controvalore vicino ai 570 milioni di euro) e Food&Grocery (+29% poco oltre i 530 milioni di euro).
 
Nel corso del 2016 il 5% del totale delle vendite retail sarà rappresentato dall’e-Commerce, con uno scontrino medio di 75 euro e un totale di 115 milioni di ordini per l’acquisto di prodotti , di 253 euro nei servizi con 45 milioni di ordini complessivi.
«I grandi numeri - spiega Roberto Liscia, Presidente di Netcomm - raccontano che gli italiani che acquistano online sono 18,8 milioni.
Rapportata alla popolazione Internet in grado di fare acquisti, ovvero 30,8 milioni di individui, la cifra indica che l’e-Commerce vanta una penetrazione del 61%, in crescita rispetto agli scorsi anni se consideriamo che fino a due anni fa eravamo ancora sotto il 50%. Non c’è niente in Italia che cresca del 17% come il commercio elettronico, così da superare nelle stime che presentiamo oggi quota 19 miliardi di euro».
In Italia, sottolinea Liscia, esiste tuttavia un paradosso perché nel Paese resta un fortissimo potenziale inespresso: i 19 miliardi attuali potrebbero facilmente raddoppiare a quota 40 miliardi. «Mentre gli e-Shopper italiani sono raddoppiati - sottolinea Liscia -passando da 9 a oltre 18 milioni, le imprese non si sono digitalizzate con lo stesso ritmo. In Italia sono state censite appena 40mila imprese che vendono online, contro le 800mila a livello europeo di cui 200mila solo in Francia: 5 volte le nostre. In questo modo le aziende italiane non solo perdono quote di mercato sugli acquirenti italiani, ma rischiano di perdere fatturati anche da e-Shopper esteri. Il mio monito, quindi, va alle aziende italiane: che serva a spronarle a essere sempre più presenti online e a capire come il fare e-Commerce sia davvero vitale per la loro sopravvivenza, soprattutto laddove la forza del brand Made in Italy è più rilevante, come nei settori moda, arredamento e alimentare».
 

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