lunedì 26 settembre 2016

Affittare una stanza

Sono sempre di più i cittadini che, data la difficoltà di arrivare a fine mese, decidono di affittare una parte della loro casa in modo da avere un reddito in più. Vediamo quindi quali sono le regole e i tipi di contratti attuabili per questa modalità di locazione.

Contratto a canone libero
contratto a canone libero è affidato alla negoziazione tra le parti che possono stabilire l’importo e le varie clausole. 
La durata è di 4 anni rinnovabili automaticamente per altri 4 se non c’è disdetta.
La disdetta può essere data dal proprietario per motivi precisi, come la vendita a un terzo soggetto o la cessione a un parente, o dal locatario, ma sempre con un preavviso di almeno 6 mesi.


Contratto a canone concordato
Il contratto a canone concordato prevede un importo “calmierato” fissato dalle associazioni di categoria e ha una durata di 3 anni rinnovabili automaticamente per altri 2.

Contratto transitorio
Il contratto transitorio ha invece una durata compresa tra 1 e 18 mesi e non prevede vincoli di rinnovo automatico.
In genere, viene stipulato per esigenze particolari di studio o lavoro che possono portare l’affittuario a risiedere per brevi periodi in una località.
Questa tipologia di contratto può essere utile anche per affittare una stanza per lunghi periodi di vacanza superiori ai 30 giorni, ma nel contratto vanno specificate le esigenze turistiche. 


Contratto transitorio per studenti
Una particolare sottocategoria dei contratti ad uso transitorio sono i contratti per esigenze abitative di studenti universitari, creati per venire incontro all’esigenza legata alla permanenza in una città universitaria per motivi di studio.
Tali contratti, a differenza dei precedenti, hanno durata minima di 6 mesi e massima di 36.


Per non dichiararsi nullo, il contratto deve essere redatto in forma scritta ed essere registrato all'Agenzia delle Entrate.
Se si loca una sola stanza di un unità abitativa è possibile scegliere il regime impositivo della 
cedolare secca.
In questo caso, qualora si affitti più di una stanza nello stesso appartamento, tutti i contratti devono avere lo stesso tipo di regime. 

L'affitto di una stanza non è soggetto alla registrazione del contratto di locazione all'Agenzia delle Entrate solo se detto periodo non supera i 30 giorni all'anno.
E' invece necessario dichiarare i proventi della locazione nel modello 730 o Unico.
In caso di non registrazione è comunque consigliabile tutelarsi con una scrittura privata e richiedere la caparra e il saldo unitamente ad un'eventuale cauzione per mettersi al riparo da affittuari morosi, danni all'immobile o ai mobili e la copertura di spese per le utenze gas, luce, acqua ecc.


E' inoltre opportuno definire nei dettagli qual'è la parte della casa che si concede in locazione (magari allegando una planimetria), quali sono i servizi annessi (bagno, cucina), l'arredo presente nella stanza, l'uso delle parti comuni e la ripartizione delle spese.

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